TSUNAMI
domenica 11 marzo 2012
venerdì 9 marzo 2012
UNA STORIA TRISTE
L'AMORE DI UN UOMO
PER IL SUO CANE
QUESTA STORIA È UNA STORIA VERA.
È UNA STORIA, PURTROPPO,
TRISTE MA CHE DÀ UN NUOVO SIGNIFICATO
MERAVIGLIOSO AL RAPPORTO CHE LEGA
UN CANE AL "SUO" UOMO.
L'UOMO DI QUESTA STORIA SI
CHIAMA KEVIN MCCLAIN.
È UN SENZATETTO AMERICANO, VIVEVA IN
UN'AUTOMOBILE CON L'UNICO ESSERE
VIVENTE CHE SE NE FREGAVA DELLA SUA
CONDIZIONE ECONOMICA MA CHE LO
AMAVA INCONDIZIONATAMENTE:
SENZA "SE" E SENZA "MA":
YURT, LA SUA CAGNOLINA.
LA LORO STORIA CAMBIA DRASTICAMENTE
QUANDO KEVIN SI AMMALA DI CANCRO AI POLMONI.
VIENE RICOVERATO IN OSPEDALE
MA LÌ YURT NON POTEVA ENTRARE.
YURT È STATA PORTATA IN UN RIFUGIO
MENTRE KEVIN PIANO PIANO SI SPEGNEVA NEL SUO LETTO.
IL MALE DI KEVIN ERA INCURABILE ED È STATO
PORTATO IN UNA STRUTTURA DI RICOVERO
DOVE YURT NON ERA AMMESSA.
KEVIN NON SI È MAI DATO PACE E HA CHIESTO
QUOTIDIANAMENTE DI VEDERE YURT PER UN'ULTIMA VOLTA.
LA SORTE, QUANDO VUOLE, SA DOVE GUARDARE
E HA FATTO SI CHE UNO DEGLI INFERMIERI
DI KEVIN FOSSE VOLONTARIO NEL CANILE DI YURT.
DOPO UNA MOBILITAZIONE ECCEZIONALE
I DUE SI SONO RIUNITI, PER L'ULTIMA VOLTA,
IN UN DOLCISSIMO ABBRACCIO.
KEVIN, ORA, NON C'È PIÙ.
YURT HA TROVATO UNA NUOVA FAMIGLIA.
AUTOPSIA
L'autopsia, chiamato anche esame post-mortem, è un esame medico dettagliato e attento del corpo e dei relativi organi della persona dopo la morte per stabilirne le cause, le modalità ed eventualmente i mezzi che l'hanno prodotta. Nelle autopsie a scopo giudiziario è anche richiesto di stabilire l'epoca della morte, desumibile dai cosiddetti fenomeni cadaverici. Il termine deriva dal greco αὐτοψία, (composto di αὐτός «stesso» e ὄψις «vista») e significa "che vede con i propri occhi".
L'analisi viene effettuata nei reparti di anatomia patologica o di medicina legale da un medico coadiuvato dal tecnico forense. A tal proposito non va confusa la figura del medico settore (anatomo patologo o medico legale) con quella del coroner, è una figura non esistente in Italia ma operante nei Paesi Anglosassoni. Il coroner solitamente si occupa solamente del sopralluogo giudiziario e solo in alcuni casi e in alcuni stati si occupa di espletare l'autopsia. L'autopsia non può essere effettuata prima che siano trascorse 24 ore dalla morte, così come recita l'articolo otto del regolamento di polizia mortuaria, salvo i casi previsti dal medesimo articolo (decapitazione o maciullamento) e dai successivi, ovvero nei casi in cui vi sia urgenza di avere una diagnosi: in tali casi è possibile sottoporre la salma a un esame elettrocardiografico sotto osservazione di un operatore designato dalla Direzione Sanitaria, protratto per almeno 20 minuti consecutivi. Se l'esame si rivela esente da risposte di tipo elettrico, si può allora procedere all'attività settoria prima che siano trascorse 24 ore dalla morte. In Italia l'autopsia può essere richiesta dal medico curante che non abbia chiara la causa della morte, dalla Direzione sanitaria (ove l'exitus sia avvenuto in regime ospedaliero, casa di cura, struttura sanitaria), dal Procuratore della Repubblica o dal Giudice secondo le disposizioni del Codice di Procedura Penale o dai familiari che si rivolgono a una di queste strutture.
Esistono tre livelli di autopsia:
- Completa - nella quale sono esaminate tutte le cavità del corpo (testa compresa)
- Limitata - che solitamente esclude la testa
- Selettiva - dove sono esaminati soltanto organi specifici
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Perché le autopsie [modifica]
Scopo dell'autopsia è determinare la storia clinica e conseguentemente la causa della morte come ultimo nella concatenazione di eventi patologici. l'esame del cadavere può rivelare molte cose: l'ora della morte, le modalità. Inoltre tatuaggi e denti possono consentire di scoprire l'identità di uno sconosciuto. Anche se il motivo principale per effettuare un'autopsia è determinare la causa della morte, questa ha altri benefici:- fornire informazioni ai membri della famiglia su potenziali malattie genetiche che possono avere implicazioni su di loro
- Confermare la diagnosi del Medico di reparto o dare delucidazioni sulla causa della morte del paziente
- per istruzione, formazione medica e ricerca
- fornire informazioni su come prevenire le cause della malattia
- per motivi giudiziari
Storia delle autopsie [modifica]
Le autopsie sono una fonte di informazioni mediche importanti che possono migliorare la salute. Ci sono molte malattie che sono state scoperte o le cui cure sono state aiutate notevolmente tramite gli esami autoptici.Le prime autopsie furono eseguite circa 2500 anni fa nell'antica Grecia, erano comunque casi piuttosto sporadici in quanto la religione antica non consentiva di "aprire" il corpo. La prima dissezione che fu eseguita nell'antica Grecia di cui abbiamo notizia fu quella di Alcmeone di Crotone (V secolo a.C.) che scoprì il nervo ottico anche se non riuscì a capire come funzionava. Di grande interesse è la notizia, riportata da Svetonio, dell'esame autoptico eseguito dal medico Antistio sulla salma di Giulio Cesare dopo la sua uccisione da parte dei congiurati alle idi di marzo del 44 a.C. Per tutto il resto dell'età romana e medioevale non si ha notizia di alcuna dissezione anatomica, fino al 1500 con Andrea Vesalio che, studiando medicina all'Università di Parigi, durante la lezione di anatomia chiese al professore se poteva essere lui a dissecare il cadavere. Per dieci anni fece autopsie e osservò, fino al 1543 quando pubblicò il suo libro de Humani corporis fabrica in cui mette in discussione buona parte dell'anatomia fino a quel momento accettata (cioè quella di Ippocrate e di Galeno).
Giovan Battista Morgagni (1682-1771), professore di anatomia all'Università di Padova, pubblica il suo libro De sedibus et causis morborum per anatomen indagatis, in cui raccoglie tutte le dissezioni fatte in tutta la sua carriera. Morgagni conosce i suoi cadaveri, sono i ricoverati nell'ospedale di Padova che disseca per vedere se a sintomi e malattie corrispondono segni anatomici sul corpo. Nasce con Morgagni l'anatomia patologica.
Strumenti [modifica]
La tecnica autoptica trova il suo primo regolamento italiano nella Circolare del 30 giugno 1910 del Ministro (Cesare Fani) di Grazia e Giustizia e dei Culti. In questa circolare è contenuta la procedura attraverso cui si espleta l'autopsia. Con il passare degli anni nuove procedure e tecnologia mediche hanno un po' rivoluzionato il processo autoptico, tanto che si sta discutendo e si è in parte prodotto recentemente un documento medico forense europeo sulla tecnica autoptica.- Enterotomo: sono delle grandi forbici su una delle cui lame è ricavato, tramite fusione, un pallino metallico, che ha lo scopo di fare da guida e salvaguardare la mucosa dell'intestino durante l'apertura del medesimo. È utilizzato per l'enterotomia.
- Enterostomo: utensile simile a una forbice; presenta nel braccio di destra una cavità in cui per chiusura della stessa da parte del TSLB Tecnico di laboratorio biomedico o dell'Anatomopatologo, si inserisce il braccio di sinistra, permettendo così di sigillare una cavità evitando di far fuoriuscire il contenuto.
- Scalpello: dopo aver aperto il calvarium (la parte del cranio che tiene il cervello) con la sega vibrante o la sega a mano, lo scalpello è utilizzato per aprire delicatamente il cranio, esponendo così il cervello; differisce dallo scalpello del chirurgo poiché ha un manico più lungo per raggiungere le più profonde cavità del corpo
- Ago e filo: si usano per richiudere le aperture quando l'autopsia è terminata. Il punto usato è simile a quello che cuce la parte esterna della palla da baseball.
- Forbici per nervi: questi assomigliano a piccole cesoie da potatura e sono usate per tagliare attraverso le nervature.
- Forcipe dentato: hanno la forma di una pinza e servono per sollevare tessuti, tamponare, e molto altro. I denti assicurano resistenza nella presa degli organi più pesanti.
- Sega manuale: le seghe manuali sono utilizzate raramente. La sega a mano può essere utilizzata per tagliare le ossa, ma è molto più lenta della sega vibrante. Viene usata specialmente e unicamente quando sussiste l'ipotesi della malattia da prioni (mucca pazza) dove la sterilizzazione degli strumenti non è contemplata in quanto il protocollo per l'esecuzione di tale autopsia, prevede l'uso di strumenti monouso che quindi vengono gettati (smaltiti) dopo l'utilizzo.
- Sega vibrante: è uno strumento essenziale per i patologi. La sega può essere utilizzata per la rimozione della calotta cranica, fare tagli lineari, o per la presa di piccoli pezzi d'osso. La lama si muove avanti e indietro molto velocemente, il che impedisce il taglio dei tessuti molli, inoltre molti modelli sono dotati di un apparato aspirante che riduce l'emissione di polveri, riducendo il rischio infettivo per gli operatori.
- Encefalotomo: detto anche bitagliente. È uno strumento da taglio con due parti taglienti della lunghezza di circa 30 cm a sezione piatta, usato per effettuare le varie sezioni sull'encefalo. È comodo e pratico da usare anche su organi parenchimatosi (fegato e reni), nonché sui polmoni. La lunghezza della lama, la sezione piatta e sottile, ne fanno uno strumento affilatissimo e quindi precisissimo.
- Costotomo: detto anche frangicoste. È lo strumento che consente l'asportazione del piastrone sternale per l'esplorazione della cavità toracica, mediante vari tagli che vengono effettuati sulle costole lungo il margine cartilagineo, dove il taglio risulta essere più netto e preciso, mentre se fatto direttamente sull'osso è probabile che si formino delle schegge, che possono essere dannose per le mani che andranno poi a esplorare la cavità toracica. Il costotomo è simile alle cesoie da cucina.
Passaggi di un'autopsia [modifica]
L'autopsia si compone di un esame esterno e di un esame interno. Con l'esame esterno si osservano gli indumenti, la presenza di lacerazioni dei tessuti o di imbrattamenti e si rileva ogni altro dato relativo a essi. Una volta spogliato il cadavere gli indumenti vengono osservati e studiati singolarmente. È importante documentare fotograficamente tutti questi passaggi. Si passa poi all'esame esterno della salma, che giace nuda sul tavolo settorio, che prevede la raccolta di dati inerenti alle caratteristiche somatiche generali, agli imbrattamenti sul corpo del cadavere, a tutti gli elementi utili all'identificazione (i connotati cioè le caratteristiche somatiche normali e comuni alla specie umana come i capelli, i peli, le unghie, gli occhi; contrassegni e caratteristiche anomale, di ordine patologico come cicatrici o amputazioni, o di altra natura, come i tatuaggi), e infine si rilevano i fenomeni cadaverici. In taluni casi è opportuno far precedere la dissezione da radiografie del corpo o di parti dello stesso, per esempio per localizzare schegge o proiettili ritenuti ovvero rilevare lesioni ossee. Normalmente eseguita a freddo, l'autopsia, nel caso di trapianto, è effettuata in contemporanea al prelievo degli organi del donatore.- Il patologo registra i risultati dell'esame esterno ed elenca tutte le caratteristiche fisiche. Il corpo deve essere misurato e pesato e disposto su un tavolo da analisi. Un tavolo da analisi è di acciaio inossidabile all'altezza della vita per facilitare il lavaggio dei liquidi liberati durante la procedura. Il tavolo da analisi è un vassoio che viene fatto pendere con i bordi sollevati.
- Il primo taglio è fatto con una forma di Y. Le braccia della Y si estendono dalla parte anteriore di ogni spalla fino l'estremità inferiore dello sterno. La coda della Y si estende dallo sterno fino l'osso pubico e tipicamente devia per evitare l'ombelico. L'incisione è molto profonda.
- Il lembo superiore della Y, che comprende la pelle sotto al mento e la pelle della parte superiore del torace, viene rialzata e tirata sopra la faccia. I due lembi laterali della Y, costituiti dalla pelle del torace, vengono "scollati" attraverso l'utilizzo di un bisturi e un divaricatore (strumento che serve a tendere la pelle durante l'operazione).
- Viene esposta in questo modo la cassa toracica. Utilizzando il costotomo, vengono recise le cartilagini che collegano le costole allo sterno, e, dopo aver reciso l'articolazione che lega la clavicola allo sterno per mezzo del disarticolatore, viene tolta la piastra sternale ed esposti gli organi sottostanti.
- Il modo più comune di rimuovere gli organi è conosciuto come il metodo di Rokitansky. Gli organi sono rimossi tagliando i loro collegamenti al corpo uno per uno.
- Il cervello è rimosso applicando un'incisione trasversale del cuoio capelluto dalla parte posteriore di un orecchio all'altro, e aprendo la calotta cranica per mezzo della sega vibrante per tessuti ossei. Viene poi tagliato il collegamento alla base con il midollo spinale. Il cervello è allora disposto in sospensione in una soluzione di 20% di formalina per un'analisi futura.
- Tutti gli organi rimossi sono pesati individualmente e studiati. La maggior parte degli organi sono tagliati in sezioni con un bisturi o con l'encefalotomo.
- Gli intestini sono svuotati in un contenitore per rimuovere gli alimenti non digeriti e le feci rimanenti.
- Lo stomaco è aperto e tagliato sulla relativa curvatura più grande e ne viene esaminato il contenuto.
- Sono prelevati campioni microscopici della maggior parte degli organi per un'ulteriore analisi.
- Per concludere, tutti i vasi sanguigni importanti vengono aperti ed esaminati longitudinalmente.
- Gli organi vengono ridisposti nel corpo e questo a volte può essere riempito da un materiale riempitore.
- Una volta che l'incisione di Y è ricucita, l'autopsia (senza l'analisi dei tessuti e del cervello) è completa.
L'autopsia nella Procedura Penale italiana [modifica]
Ai sensi dell'art. 116 delle disposizioni di attuazione del codice di procedura penale allorché dalla morte di una persona si profila un sospetto di reato il procuratore della repubblica accerta la causa della morte. Se necessario, il pubblico ministero dispone l'autopsia. Sotto il profilo giuridico l'accertamento autoptico potrà avvenire sotto due forme. Nel primo caso potrà trattarsi di un accertamento tecnico non ripetibile vale a dire di un accertamento del pubblico ministero avente un oggetto (in questo caso il cadavere) il cui stato è soggetto a modificazione (in questo caso, i fenomeni putrefattivi post mortem). In questo caso, ai sensi dell'art. 360 del codice di procedura penale il pubblico ministero avvisa senza ritardo l'indagato, la persona offesa dal reato e i loro difensori del giorno, dell'ora fissati per il conferimento dell'incarico e della facoltà di nominare consulenti tecnici. Questo è molto importante in quanto i summenzionati soggetti processuali potranno fin da quel momento aver voce nel procedimento, avere nozione dei dati medico legali attinenti al fatto di reato nonché, eventualmente, rassegnare delle osservazioni a mezzo dei consulenti tecnici. L'indagato può peraltro, prima del conferimento dell'incarico, formulare riserva di richiedere l'incidente probatorio. In tal caso il pubblico ministero dispone che non si proceda agli accertamenti, salvo che questi, se differiti, non possano essere più compiuti. Le summenzionate disposizioni assicurano un ampio esercizio del diritto alla difesa (sia dell'indagato che delle persona offesa) in contraddittorio e parità fra le parti. Ai sensi dell'art. 360 § V del codice di procedura penale qualora il pubblico ministero abbia ordinato accertamenti tecnici malgrado la richiesta d'incidente probatorio formulata dall'indagato e in assenza delle condizioni d'urgenza di cui al quarto comma, i risultati di tali accertamenti non possono essere utilizzati nel dibattimento. Norma questa che opportunamente salvaguarda il diritto alla difesa e al giusto processo, sebbene non nella massima ampiezza, in quanto tali atti trovano ingresso nell'udienza preliminare e potrebbero assumere valenza di prova nel giudizio abbreviato. Ai sensi dell'art. 73 disposizioni di attuazione del codice di procedura penale il pubblico ministero deve, di regola, scegliere i propri consulenti tecnici fra le persone iscritte all'albo dei periti presso il Tribunale.Attenzione:
questi video potrebbero urtare la vostra sensibilità.
venerdì 2 marzo 2012
Anunnaki
Anunnaki, creatori della razza umana
Il termine "Anunnaki" significa "Coloro che dal cielo scesero sulla Terra", nella mitologia sumera sono i figli di "An" il dio del Cielo, il quale presiedeva un'assemblea, composta dai sette dei supremi, di cui facevano parte i quattro principali déi creatori (lo stesso An, Enlil, Enki e Ninhursag), con l'aggiunta di Inanna, Utu e Nanna, e di 50 déi minori, detti anche Igigi. Lo studioso, scrittore, archeologo e giornalista di origine russa Zecharia Sitchin, nei suoi libri, ipotizza una colonizzazione della Terra e la creazione dell'homo sapiens, ad opera di questi Anunnaki (citati nella Bibbia con il nome di "Nephilim"), alieni provenienti da Nibiru, il pianeta dell'attraversamento. Per Sitchin, nelle acque del Golfo Persico atterrò, o meglio ammarò, un gruppo di 50 Anunnaki, guidati da E.A. ("Colui la cui casa è l'acqua"), brillante scienziato, e lì dettero vita alla prima colonia extraterreste, chiamandola E.RI.DU (che significa "Casa lontano da casa"). Vennero creati altri insediamenti, per la realizzazione della loro missione: estrarre oro dalle acque del Golfo Persico. Che poi sarebbe stato inviato su Nibiru, così da poter "riparare" l'atmosfera del loro pianeta che si andava disgregando. Le particelle d'oro in sospensione avrebbero formato una sorta di scudo protettivo. In seguito ad E.A. venne attribuito anche l'appellativo di EN.KI ("Signore della Terra"). L'oro estratto dal Golfo Persico però non era sufficiente, venne quindi deciso di estrarlo anche dalle miniere dell'AB.ZU ("Mondo inferiore") nell'Africa sud-orientale. Giunse perciò sulla Terra un numero maggiore di Anunnaki, alla fine della missione erano in totale 600, mentre un altro gruppo di 300 Anunnaki, gli IGI.GI ("Coloro che osservono e vedono") rimase in orbita, con l'incarico di occuparsi delle navicelle che provenivano dalla Terra e delle stazioni spaziali. A questo punto AN/ANU ("Colui che è dei cieli") sovrano di Nibiru, inviò sulla terra il fratellastro di Enki/EA, EN.LIL ("Signore del comando") per controllare che tutto procedesse per il meglio. Enlil assunse il comando delle sette Città degli Déi nell'E.DIN ("Casa dei giusti") inviando Enki a sovrintendere l'estrazione dell'oro nell'Abzu. Per molto tempo gli Anunnaki, estrassero l'oro nelle miniere, ma ad un certo punto, sfibrati dal faticoso lavoro, decisero di ammutinarsi, Enlil allora ordinò provvedimenti disciplinari per costringere gli ammutinati a lavorare, punendo severamente gli istigatori della rivolta. Enki, invece, era più incline a una certa clemenza e dopo aver consultato An, Enki disse "creiamo un lavoratore primitivo che faccia per noi il lavoro pesante". Ed è allora che Enki chiese aiuto a NIN.MAH ("Grande signora") sorellastra dello stesso Enki e di Enlil ed ufficiale medico, gli disse: "sei la levatrice degli dei, crea l'umanità. Crea un essere che possa portare il giogo assegnato da Enlil, che sia il lavoratore primitivo a sopportare le fatiche degli Anunnaki". Ninmah, modificò geneticamente la specie dell'Homo erectus, creando di fatto l'Homo sapiens, che nacque "ad immagine e somiglianza degli Anunnaki" simile a loro, eccezion fatta per la conoscenza e la longevità. Questo avvenne circa 300 mila anni fa, in Africa australe...martedì 28 febbraio 2012
IL RAMARRO
Il ramarro occidentale (Lacerta bilineata, Daudin 1802) è un sauro della famiglia dei Lacertidi, di colore verde brillante, rapidissimo nei movimenti.
Sistematica
Ne esistono tre sottospecie conosciute.
Caratteristiche
La forma del corpo è quella tipica delle lucertole. Le dimensioni degli esemplari adulti sono di circa 30 cm di lunghezza, e 35 grammi di peso. Anche se ci sono esemplari che superano i 40 cm, ed i 40 grammi di peso.
Abitudini
I ramarri sono animali territoriali. I maschi lottano tra loro, soprattutto nella stagione riproduttiva.
Alimentazione
Si nutrono principalmente di artropodi.
Riproduzione
La maturità sessuale viene raggiunta intorno ai due anni, i maschi che sono sedentari, e territoriali, nel periodo dell'accoppiamento in primavera, sono molto aggressivi, inseguendo i rivali per molto tempo, il rituale dell'accoppiamento è ben preciso, e comincia con un morso alla base della coda della femmina.
Distribuzione
Questa specie è presente in Spagna, Francia e Italia.
Nell'Italia settentrionale il suo areale si sovrappone parzialmente a quello della Lacerta viridis, diffusa in Europa orientale.
ORBETTINO
Anguis fragilis
Rispetto ai loro cugini scinchi tuttavia gli anguidi si sono specializzati ancor di più, rinunciando del tutto a zampe esterne e conservandone solo abbozzi scheletrici. Oltre all'orbettino in Italia troviamo un'altra specie l'Ophisaurus apodus (pseudopo) che in realtà è originaria dell'area balcanica e si rinviene sporadicamente solo ai confini con l'ex Iugoslavia.
A differenza dei serpenti l'orbettino possiede un minor numero di vertebre, l'occhio è dotato di palpebre, la coda può essere autotomizzata e la pelle è "corazzata". Infatti le squame possiedono uno strato osseo che rende questo piccolo rettile piuttosto rigido nei movimenti; l'osteoderma è un adattamento messo in atto dall'orbettino per evitare danni cutanei nelle sue opere di escavazione: mancando di un particolare adattamento allo scavo, infatti, questo anguide si fa strada nel terreno spingendosi avanti con la pura forza delle sue "spire".
Per la sua scarsa necessità di calore l'orbettino ha una latenza invernale piuttosto corta rinvenendosi già all'aperto a marzo e prolungando l'attività fino a novembre. L'accoppiamento, alle nostre latitudini, avviene in genere ad aprile e la gestazione si prolunga per 2-3 mesi, al termine dei quali la femmina partorisce 6-12 piccoli (ovoviviparità). Nelle aree nord europee o sui rilievi, dove la stagione "calda" è breve, la femmina può partorire i piccoli la stagione successiva. I neonati sono lunghi solo 8 cm, ma raddoppieranno la taglia nel corso del primo anno di vita per poi "rallentare" man mano che si avvicinano alla maturità sessuale raggiunta tra il terzo ed i quarto anno (corrispondente ad una taglia di circa 35 cm).
La mia unica esperienza con questo rettile si perde all'alba dei tempi quando i nostri rettili ed anfibi non erano ancora protetti eppure, ironia della sorte, erano incredibilmente più numerosi. Ho allevato un giovane maschio immaturo per tre mesi avendolo trovato per puro caso durante una gita in montagna (viveva a 1200 metri di quota in un boschetto di noccioli). Gli dedicai un piccolo terrario di 40x25x25 cm, privo di illuminazione e riscaldamento; l'arredamento consisteva di 10 cm di terriccio di sottobosco ed una radice. Durante il primo mese in cattività visse permanentemente sotterrato, poi, come per miracolo, cominciò a mostrarsi all'aperto fino a rinunciare del tutto alla sua tana (se non per le legittime pennichelle). Il neo di questa nostra "amicizia" fu l'estrema specializzazione alimentare dell'esemplare che accettava solo lombrichi, ma non i classici "rossi di California" acquistabili ovunque, bensì una ben particolare varietà grossa e rosa chiaro che ero costretto a cercare sotto i sassi ad ogni scampagnata. La cosa era piuttosto logorante: lombrichi di colori o dimensioni inferiori venivano puntualmente ignorati, mentre i grossi "salsicciotti" (che erano lunghi circa 1/3 dell'orbettino) venivano prontamente acchiappati per un'estremità e poi lentamente ingoiati (anche nel giro di 30 minuti!). Per fortuna dopo un simile pasto l'ingordo rettile se ne stava tranquillo a digerire per circa una settimana!
Ho letto che gli orbettini possono essere alimentati con enchitreidi tuttavia non capisco proprio come possano essere utilizzati vermi così piccoli e dieteticamente sbilanciati per lunghi periodi. Boh? L'alternativa sarebbe quella di procurarsi delle piccole lumache senza guscio, preda ideale dell'orbettino, ma la cosa non è sempre facile.
Non ho alcuna esperienza, diretta o indiretta, sulla convivenza di più esemplari e tantomeno sulla riproduzione, gli orbettini che ho rinvenuto in seguito li ho sempre lasciati dov'erano in rispetto della legge e memore delle difficoltà alimentari incontrate col primo esemplare. Se qualcuno di voi ha del materiale per completare questa scheda, e colmare le mie lacune, è il benvenuto!
La mia esperienza con Anguis fragilis
testo e fotografie di Leonardo Ancillotto
Per prima cosa, appena tornato a casa, mi sono riletto l’articolo di Roberto sull’orbettino.
Il mio esemplare aveva una colorazione dorsale bruno-rossiccia, con ventre e fianchi scuri e una linea dorsale nera. Questi ultimi due caratteri lo identificavano al 100% come una femmina adulta.
Roberto riporta che il suo A.fragilis accettava come cibo esclusivamente lombrichi selvatici! Questa cosa mi mise non poco in agitazione: dove potevo mai trovare dei lombrichi mentre a Roma non pioveva da settimane e faceva un caldo atroce!? Pur con questa preoccupazione, feci passare qualche giorno, dopo aver preparato un terrario provvisorio, senza offrire alcun cibo.
Dopo due giorni dalla cattura decisi di provare a nutrirla, ma non ero assolutamente riuscito a trovare alcun lombrico; così, senza tante speranze, introdussi vicino alla sua testa (era sera e quindi era uscita da sotto terra) una tarma della farina che aveva appena compiuto la muta (quindi bianca e morbida): dopo pochi secondi la tarma era nelle fauci dell’orbettina! Da quel giorno ha mangiato di tutto: tarme della farina (anche quelle con il tegumento duro), camole del miele, lombrichi (sia i selvatici che quelli da pesca). Inoltre andava davvero matta per le limacce (ovviamente quelle di piccole dimensioni) che erano il suo cibo preferito.
Curiosamente il primo piccolo è nato la notte del 21 Agosto, mentre gli altri 4 sono stati partoriti la sera del giorno dopo. Lo scarso numero di neonati mi induce a supporre che la mia sia una femmina giovane. Da notare che i piccoli appena espulsi dalla femmina sono avvolti in una specie di placenta che rompono da soli.
Interessante il comportamento dei piccoli: oltre a dimostrare un discreto gregarismo (stanno sempre insieme!), hanno abitudini più fossorie degli adulti e, nei primi giorni di vita, sono molto timidi e spaventabili.
Al quarto giorno di vita i piccoli cominciano a mangiare molto voracemente, ma accettano quasi esclusivamente piccole limacce vive (!!!) disdegnando lombrichi e tarme.
Dopo questo breve periodo di osservazioni, e dopo aver scattato qualche foto, ho liberato l’intera famigliola strisciante nel luogo di cattura.
Con queste mie poche impressioni voglio solamente aggiungere una nota particolare su questa bellissima esperienza che ho avuto con gli orbettini, animali diffusissimi, ma molto poco conosciuti.
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